Sono sempre stato dell'idea che se uno si vuole garantire la vecchiaia ci deve pensare da se, magari comprando qualche appartamento, qualche azione bella solida e sicura, e magari anche un bel po' di oro fisico da custodire rigorosamente fuori dall'Italia.
Le pensioni, pubbliche o private che siano, mi sono sempre sembrate poco affidabili. Per me i contributi sono una sorta di tassa occulta, che vanno ad ingrassare i soliti noti. Questa notizia, che riporto sotto, non fa che confermare i miei giudizi sulle pensioni italiane.
L'Enpam, l'ente di previdenza dei medici e dentisti, la cassa più grande per iscritti e risorse (quasi 350 mila aderenti che versano circa due miliardi di contributi l'anno, e con un portafoglio di investimenti finanziari per oltre 5 miliardi di euro), potrebbe entrare presto nel mirino della magistratura. È stato presentato un esposto alla Procura di Roma (fascicolo 4337/K45) e alla Corte dei Conti firmato dai cinque presidenti degli ordini dei medici di Bologna, Catania, Ferrara, Latina e Potenza. Tra loro c'è anche membro del consiglio di amministrazione. Sostengono che l'ente abbia subito un danno patrimoniale superiore al miliardo di euro. Un'enormità. Per colpa di investimenti in titoli cosiddetti strutturati, roba sofisticata, roba da speculatori. Roba dalla quale rimangono lontani anche i professionisti del settore. Perché può far male. E roba che - di certo - non c'entra nulla con le pensioni. Si scommette sull'andamento di determinati indici dove il tasso di aleatorietà è rilevantissimo.
Il bubbone esplode il 18 maggio di quest'anno, quando viene presentato l'esposto. Un anno fa il consiglio di amministrazione dell'Enpam, presieduto da ben 18 anni dall'ottantacinquenne Eolo Parodi, dc prima, forzista dopo, europarlamentare nella prima e nella seconda Repubblica in cui siede anche a Montecitorio, affida alla Sri Capital Advisers il compito di effettuare una sorta di radiografia sugli investimenti dell'ente. Ne esce un quadro a dir poco preoccupante. Ma il rapporto rimane nelle mani del presidente che non lo fa conoscere nemmeno ai membri del cda. Secretato.
Le ragioni di tale comportamento si possono facilmente scoprire. Leggendo pagina 38, per esempio: "Il bilancio di Enpam risulta molto lacunoso, in particolare con riguardo alle operazioni sul portafoglio mobiliare immobilizzato. Ciò rende virtualmente impossibile per un osservatore esterno valutare la gestione del portafoglio stesso".
Ma ce n'è anche per gli advisors "remunerati con commissioni particolarmente elevate difficilmente riscontrabili nelle abituali finanziarie nazionali ed internazionali". A parte Mangusta Risk, gli altri advisors, da Kanik Venture Holding Limited a E. Partners, "sono pressoché sconosciuti". Quanto ai report di Mangusta appaiono "poco più di un "copia e incolla" dei dati forniti dai gestori". E non è affatto normale che un ente pensionistico per quanto privato affidi l'incarico di "portafoglio manager" a società con sede in uno dei paesi della "black list": alla CQS Cayman SP e alla Matrix Alternative Asset Management LLP. "Incarico bizzarro e contraddittorio", si osserva nell'esposto alla Procura di Roma. Parodi - si immagina d'accordo con il potente direttore generale dell'Enpam, quell'Alberto Volponi, già deputato Dc, coinvolto nella Tangentopoli della Ciociaria e condannato in primo grado a un anno e quattro mesi per tentata concussione - , il 10 marzo del 2011, scrive a Sri per chiedere di cambiare i giudizi negativi. Del report rimangono ancora all'oscuro i membri del cda mentre lo conosce Mangusta (perché?) che ricorre alla magistratura sentendosi danneggiata dai giudizi della Sri, potenziale concorrente. Il 3 maggio il Tribunale di Roma respinge il ricorso. Ma siamo solo all'inizio.
Insomma, come si è visto con i soldi delle pensioni si sono fatte speculazioni, molto poco chiare. E i poveri medici? Avranno la pensione decurtata, ovviamente. Alla faccia del sistema pensionistico obbligatorio!
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